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Aniello Aliberti volto principale della presentazione di “Ultras Salerno, Un’altra storia”

Aniello Aliberti, ex Presidente della Salernitana dal ’94 al ’05, è intervenuto alla presentazione del libro “Ultras Salerno, Un’altra storia“. La presentazione si è svolta al Teatro Charlot Piazza Don Gerado Fiore a Capezzano (Pellezzano).

Aniello Aliberti e la Salernitana

Aniello Aliberti è stato Presidente della Salernitana dal ’94 al ’05, periodo in cui la squadra granata ha avuto i maggiori successi. Ha sfiorato per due anni di fila la Serie A, vincendo il campionato ’97-’98 con Delio Rossi. Nel 2005 la Salernitana fu estromessa dal campionato per inadempienze economiche.

Nella serata di ieri, com’è stato anticipato, era presente al premio Charlot per la presentazione del libro scritto da tre giornalisti salernitani, di cui erano presenti solo Umberto Adinolfi e Dario Cioffi. Era altresì presente l’editore Francesco Maria Saggese e altre importanti personalità politiche e culturale, ultras che hanno raccontato anche degli aneddoti tra tifoseria e club. Questa non era la prima presentazione, poiché il libro è già stato presentato in altre occasioni.

La presenza di Adinolfi era dovuta al suo passato legame con la Salernitana ed era la prima volta che l’ex Presidente incontrava un elemento dell’attuale proprietà: Domenico Napoli, curatore dei rapporti tra la società e la tifoseria.

L’amore di Aliberti per la Salernitana

Aniello Aliberti, intervistato anche da altri colleghi, è fortemente legato alla Salernitana da un legame di affetto sia con la società che con la tifoseria è questo quello che emerge dalle parole dell’ex Presidente dei granata. Su Iervolino si esprime in maniera molto positiva non solo sul lato personale, ma anche su quello dirigenziale.

Il nostro Direttore Lino Grimaldi ha posto alcune domande all’ex Presidente. Eccone un estratto:

« Questa è la prima volta che lei incontrava un elemento dell’attuale società. Attraverso il suo racconto che cosa ha provato, anche se oramai è lontano da questi contesti attuali?»

«L’epoca è sicuramente diversa perché siamo in una fase di calcio 4.0. Sarebbero inapplicabili le cose che sono state fatte per il passato, è tutta un’altra storia anche questa. C’è una società solida economicamente, si sta creando un’organizzazione. Sicuramente lascia tutto ben sperare e mi fa piacere per Salerno e per i salernitani innanzitutto, che possono godere di  un buon spettacolo e rimanere in Serie A.»

« Questa mattina è stato presentato il settore giovanile della Salernitana, che è stato uno dei più floridi in Italia, c’è modo secondo lei di ripercorrere quei fasti, di trovare anche nella provincia di Salerno, quei giocatori che possano fare la differenza e anche riportare l’Italia nel panorama mondiale?»

« Spero e mi auguro che questa società punti fortemente e investa su centri sportivi, sul settore giovanile, su tutto il Sud, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Calabria. Di ragazzi giovani italiani ce ne stanno una quantità industriale, basta avere pazienza, insegnargli il gioco del calcio. Educarli, che siano prima studiosi e poi il calcio. Con tutte queste caratteristiche si possono avere degli ottimi giocatori italiani. Oggi per 9/11 ci sono più giocatori italiani che stranieri.»

 

FONTE: SALERNOSPORT24

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