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La straordinaria spinta dello zoccolo duro: Arechi determinante

Fondamentale la spinta di un pubblico non numerosissimo, ma caldo come pochi.

Qualità e non quantità. Assodato che, per tutta una serie di motivi (in parte scuse, in parte giusti), il grande pubblico allo stadio lo si è visto soltanto in concomitanza con le partite a cospetto delle big, c’è uno zoccolo duro da esaltare e da applaudire. Salerno sta superando a pieni voti un esame di maturità incredibilmente difficile. Quale piazza, ultima in classifica e con una situazione societaria complessa fino alla mezzanotte del primo gennaio, risponde con una media di 12mila presenze in casa e 4000 fuori con annesse coreografie da brividi e cori incessanti per 90 minuti? Oggi, pur con un orario scomodo per commercianti, lavoratori e tifosi provenienti dalla provincia, ci si aspettava più gente, ma i 10300 spettatori presenti hanno cantato e spinto come fossero il triplo. Nei momenti decisivi è stato l’Arechi, come ammesso anche da Djuric nel post partita, a prendere per mano la Salernitana esortandola a non mollare, il dodicesimo uomo per davvero e non per retorica o frase fatta. La gente ha dato una grossa mano e non è un caso che, tra le mura amiche, sia arrivato il quarto risultato utile consecutivo. Rispetto alla “terra di conquista” di novembre, dicembre e gennaio è già un grosso passo in avanti. Certo, la vittoria manca da inizio ottobre e ne è stata conseguita solo una (record storico negativo), ma senza l’aiuto del pubblico non ci sarebbero state queste rimonte contro Milan e Sassuolo che sono avversari obiettivamente molto superiori, senza dimenticare l’1-1 con il Bologna e il 2-2 con lo Spezia che venne a Salerno nel suo momento migliore. Basta soffermarci sulle assenze, c’è uno zoccolo duro che mette i brividi, determina e sarà al fianco della Salernitana vada come vada. Fino alla fine.

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