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Lo ammettono anche a Napoli: “Rigori farlocchi”

La pessima direzione di Pairetto indigna Salerno, finalmente anche qualche giornalista napoletano ammette l’evidenza.

“Questo è un Paese di ipocriti, il mio editoriale si intitola “Io non ci sto”. E’ assurdo che la città di Napoli abbia abbandonato la propria squadra, i napoletani non seguono un gruppo che ha una classifica importante e che certo non è ultimo in classifica. Ieri non c’erano nemmeno i 5000 consentiti dai regolamenti attuali. C’è gente che si lamenta perchè in mezz’ora di superiorità numerica non abbiamo segnato nemmeno un gol. Forse non conoscono la storia di Fabrizio Maramaldo che, a cospetto di un nemico moribondo, decise di infierire senza alcuna pietà. Nel vocabolario, la parola maramaldeggiare significa “infierire oltremisura senza bisogno”. In Premier queste cose non esistono? Nel calcio e nello sport bisogna avere rispetto. Non capisco perchè il Napoli, con due rigori farlocchi, doveva infierire sul risultato di 4-1. Anzi, mi arrabbio perchè ci danno due rigori farlocchi in una partita che avremmo vinto lo stesso. E un giorno potranno dire “Anche voi avete avuto degli episodi favorevoli”. Devo dire che Colantuono, finalmente, ha detto qualcosa di saggio. Il protocollo attuale non funziona, se due calciatori si negativizzano ma non possono essere convocati per assenza di visita medica perchè non rientrano nel famoso 35%? Gente che non si allena da una vita, che è stata malata e che rischia di farsi male. Invece non sono stati utilizzabili nemmeno per la panchina. Il protocollo ha una falla palese, siamo al ridicolo. Bisognava fermare tutto per 15 giorni, rimettere tutti i calciatori professionisti in una bolla ricordando loro che sono strapagati e hanno maggiori responsabilità, con tanto di vaccino e terza dose. Ma che partite sono Salernitana-Lazio, Udinese-Atalanta, Inter-Venezia e Napoli-Salernitana? Ma nel secondo tempo chi di voi non si è addormentato? Non ci sto, non è calcio e maramaldeggiare non era una cosa seria. Poi ci sono i soliti commenti social che fanno vomitare, meglio stendere un velo pietoso”. Questo l’editoriale del giornalista Umberto Chiariello a Canale21.

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