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Mirko Cudini, che fine ha fatto? Dalla Salernitana alla panchina

 

Mirko Cudini, che fine ha fatto? Dalla Salernitana alla panchina

Settantasette partite in granata, una promozione in Serie A rimasta nella storia e una carriera proseguita poi tra Torino, Cagliari, Genoa e Ascoli.

Mirko Cudini ex della Salernitana è uno di quei giocatori che magari non vengono ricordati per un gol decisivo, ma che hanno fatto parte di una delle squadre più amate dal popolo granata.

Era infatti nella rosa della Salernitana 1997-98, quella di Delio Rossi che riportò Salerno in Serie A dopo cinquant’anni.

Dopo aver smesso di giocare, Cudini ha iniziato una seconda vita nel calcio. Questa volta dalla panchina.

Oggi ha 53 anni e alle spalle ha già numerose esperienze da allenatore, comprese quelle con Campobasso, Foggia, Pineto, Ascoli e Giugliano. Ma cosa fa oggi?

 

Chi è Mirko Cudini e quanti anni ha

Mirko Cudini è nato il 1° settembre 1973 a Sant’Elpidio a Mare, nelle Marche.

Ha quindi compiuto 53 anni il 1° settembre 2026.

Da calciatore era un difensore centrale di 180 centimetri. Un giocatore affidabile, fisico e tatticamente ordinato, caratteristiche che gli hanno permesso di costruire una carriera molto lunga tra Serie A, Serie B e Serie C.

Prima di arrivare a Salerno aveva vestito le maglie della Sambenedettese e dell’Avellino.

Poi, nel 1995, arrivò la chiamata granata.

 

Mirko Cudini ex della Salernitana: l’arrivo nel 1995

Cudini arrivò alla Salernitana nella stagione 1995-96.

Aveva 22 anni e alle spalle soprattutto esperienza nelle categorie inferiori. Salerno rappresentava quindi un’opportunità importante per compiere un salto di qualità.

Nella prima stagione disputò 14 partite di Serie B.

L’anno successivo lo spazio aumentò sensibilmente: le presenze diventarono 23.

Cudini stava progressivamente entrando nei meccanismi della squadra e soprattutto acquisiva esperienza in un campionato difficile come quello cadetto.

La stagione destinata a cambiare tutto, però, doveva ancora arrivare.

 

La Salernitana 1997-98 e il sogno Serie A

Nell’estate del 1997 la Salernitana decise di affidare nuovamente la squadra a Delio Rossi.

L’obiettivo era ambizioso.

Salerno aspettava la Serie A da cinquant’anni e quella squadra avrebbe presto dimostrato di avere tutto il necessario per interrompere l’attesa.

In rosa c’erano Daniele Balli, Ciro Ferrara, Vittorio Tosto, Luca Fusco, Roberto Breda, i fratelli Tedesco, Marco Di Vaio, Edoardo Artistico e tanti altri giocatori destinati a entrare nella memoria collettiva granata.

Tra loro c’era anche Mirko Cudini.

 

Cudini protagonista della promozione del 1998

Nel campionato 1997-98 il difensore marchigiano disputò 22 partite.

Non era quindi una semplice comparsa.

Cudini faceva parte a pieno titolo della rotazione difensiva di una squadra che dominò la Serie B e conquistò la promozione con cinque giornate d’anticipo.

La Salernitana prese stabilmente il comando del campionato e non lo lasciò più, chiudendo una stagione destinata a diventare leggenda.

Il 10 maggio 1998, dopo lo 0-0 contro il Venezia all’Arechi, arrivò finalmente la certezza matematica.

La Salernitana era di nuovo in Serie A dopo cinquant’anni. 

E Mirko Cudini era uno degli uomini di quella squadra.

 

Una difesa entrata nella storia granata

La forza della Salernitana di Delio Rossi era anche la capacità di difendere in maniera organizzata.

Cudini giocò in una retroguardia nella quale potevano essere impiegati calciatori come Ciro Ferrara, Luca Fusco, Vittorio Tosto, Alessandro Del Grosso e Ivan Franceschini.

Era una squadra aggressiva, capace di mantenere ritmi elevati e di sostenere un reparto offensivo che aveva in Marco Di Vaio il terminale principale.

Proprio quella stagione rappresentò uno dei momenti più importanti della carriera di Cudini.

Anni dopo, parlando della propria esperienza granata, avrebbe continuato a ricordare con particolare affetto quelle 77 presenze complessive in campionato e soprattutto la promozione in Serie A del 1998.

 

Dopo la promozione lascia Salerno

Curiosamente, Cudini non disputò la successiva Serie A con la Salernitana.

Nell’estate del 1998 passò infatti al Torino, allora impegnato in Serie B.

Con i granata piemontesi conquistò a sua volta la promozione.

Fu proprio con il Torino che Cudini riuscì poi a esordire nella massima categoria.

Il debutto arrivò il 28 agosto 1999, in Bologna-Torino terminata 0-0.

Aveva conquistato la Serie A con la Salernitana.

Ma l’esordio nel massimo campionato arrivò con un’altra maglia granata.

 

Il ritorno alla Salernitana nel gennaio 2000

La storia tra Cudini e Salerno, però, non era terminata.

Nel gennaio del 2000 il difensore tornò infatti alla Salernitana, che nel frattempo era nuovamente retrocessa in Serie B.

Nella seconda parte della stagione disputò 18 partite di campionato.

Sommando le quattro parentesi in Serie B, il bilancio complessivo raggiunge così 77 presenze di campionato con la Salernitana, senza reti: 14 nel 1995-96, 23 nel 1996-97, 22 nel 1997-98 e 18 nel 1999-2000.

Quella del 2000 sarebbe stata la sua ultima esperienza con la maglia granata.

 

Torino, Cagliari, Genoa e Ascoli

Lasciata definitivamente Salerno, Cudini continuò a costruire una carriera di ottimo livello.

Tornò al Torino e successivamente passò al Cagliari.

Arrivarono poi Genoa e soprattutto Ascoli, altra piazza con la quale avrebbe creato un rapporto particolarmente forte.

Con il club marchigiano conquistò un’altra promozione in Serie A e tornò a giocare nel massimo campionato.

Nella stagione 2005-06 disputò 11 partite di Serie A segnando anche un gol. L’anno successivo raccolse altre 19 presenze nel massimo campionato prima di trasferirsi al Vicenza. 

 

Una carriera costruita sulla continuità

Cudini non è mai stato un difensore da copertina.

La sua forza era la continuità.

Per anni ha trovato spazio in squadre importanti, attraversando diverse categorie e riuscendo a giocare fino a un’età avanzata.

Le statistiche disponibili gli attribuiscono oltre 500 presenze complessive nei campionati, passando dalla Serie C fino alla Serie A.

Un percorso costruito passo dopo passo.

Proprio come era accaduto a Salerno.

 

Dopo il ritiro cambia tutto: Cudini diventa allenatore

Una volta terminata la carriera da calciatore, Mirko Cudini ha scelto di rimanere nel calcio.

Ma dall’altra parte della linea laterale.

Ha iniziato così il proprio percorso da allenatore, costruendosi progressivamente esperienza soprattutto tra Serie D e Serie C.

Dopo le prime esperienze, nel 2016-17 vinse il campionato di Eccellenza con la Sangiustese.

Successivamente arrivò il Notaresco.

Poi, nel 2019, iniziò l’avventura che avrebbe dato una svolta alla sua carriera da tecnico.

 

Il miracolo Campobasso

Cudini prese la guida del Campobasso.

E proprio in Molise riuscì a conquistare il risultato più importante della propria carriera da allenatore.

Nella stagione 2020-21 guidò infatti il club alla vittoria del girone F di Serie D e alla promozione in Serie C.

Il Campobasso tornava così tra i professionisti dopo 32 anni di assenza.

Per Cudini fu una soddisfazione enorme.

Dopo aver conquistato promozioni da calciatore, arrivava finalmente un grande successo anche dalla panchina.

 

Fidelis Andria e Foggia

Concluso il ciclo con il Campobasso, arrivò la chiamata della Fidelis Andria.

Successivamente fu il Foggia ad affidargli la propria panchina.

Con i rossoneri visse la stagione 2023-24, con due distinti periodi alla guida della squadra.

L’esperienza foggiana contribuì ulteriormente a consolidare il suo profilo come tecnico di Serie C.

Cudini cercava un calcio propositivo e una squadra capace di comandare il gioco, filosofia che ha ribadito anche nelle successive esperienze professionali.

 

Pineto e il ritorno ad Ascoli

Nel luglio 2024 arrivò la chiamata del Pineto.

L’esperienza durò però pochi mesi.

Nel gennaio 2025, Cudini tornò invece in una città che conosceva molto bene: Ascoli.

Questa volta non da difensore.

Da allenatore.

Il 27 gennaio 2025 gli venne affidata la prima squadra, ma l’esperienza si concluse il 13 marzo dopo sette partite.

La carriera da tecnico, come spesso accade soprattutto in Serie C, continuava a essere fatta di opportunità, risultati e cambiamenti improvvisi.

 

L’ultima panchina: il Giugliano

Il 4 settembre 2025 il Giugliano annunciò ufficialmente Mirko Cudini come nuovo responsabile tecnico della prima squadra.

Il contratto era annuale.

Nel comunicato di presentazione il club ricordò proprio la sua lunga carriera da calciatore e le esperienze maturate successivamente da allenatore con Campobasso, Fidelis Andria, Foggia, Pineto e Ascoli.

L’avventura in Campania, però, durò poco.

Cudini rimase in panchina per sette partite di campionato, raccogliendo una vittoria, due pareggi e quattro sconfitte. Il rapporto terminò il 16 ottobre 2025. 

 

Cosa fa oggi Mirko Cudini

Ed eccoci alla domanda principale della rubrica.

Che fine ha fatto Mirko Cudini?

Al 29 settembre 2026, l’ex difensore granata non risulta legato da un incarico ufficiale a una squadra professionistica.

L’ultima esperienza documentata resta quella sulla panchina del Giugliano, conclusa nell’ottobre 2025. 

Questo non significa, però, che Cudini abbia abbandonato il calcio.

Tutt’altro.

 

Nel 2026 il suo nome è tornato sul mercato degli allenatori

Durante l’estate 2026 il nome di Mirko Cudini è stato accostato anche alla Reggina.

Diverse fonti hanno riportato contatti e un incontro con la dirigenza per valutare una possibile candidatura alla panchina, senza però arrivare successivamente a un incarico ufficiale.

Ancora nell’agosto 2026 Cudini è intervenuto sulla stampa parlando di calcio e di alcuni giocatori allenati durante la propria carriera.

A 53 anni, quindi, la sua carriera da tecnico è tutt’altro che conclusa.

 

Salerno resta una tappa speciale

Nel lungo percorso di Mirko Cudini ci sono tante maglie.

Sambenedettese.

Avellino.

Torino.

Cagliari.

Genoa.

Ascoli.

Vicenza.

Ma Salerno conserva un significato particolare.

Perché proprio con la Salernitana Cudini visse una delle pagine più importanti della propria carriera.

Era uno dei difensori della squadra che nel 1998 riportò un’intera città in Serie A dopo cinquant’anni.

 

Mirko Cudini, 77 partite e una promozione indimenticabile

Mirko Cudini ex della Salernitana non è stato un goleador.

In granata non ha segnato nemmeno una rete in campionato.

Ma non servono sempre i gol per entrare nella storia di una squadra.

Le sue 77 presenze, le tre stagioni e mezzo trascorse a Salerno e soprattutto la promozione in Serie A del 1997-98 gli hanno garantito un posto nei ricordi di quella generazione di tifosi.

Oggi ha 53 anni e vive il calcio dalla panchina.

L’ultima esperienza è stata al Giugliano e, dopo essere stato accostato ad altre società durante l’estate 2026, è in attesa di una nuova opportunità.

Da difensore ha conosciuto Serie A, promozioni e oltre cinquecento partite.

Da allenatore ha già riportato il Campobasso tra i professionisti dopo 32 anni.

Ma per Salerno resta soprattutto uno degli uomini della squadra che nel 1998 trasformò un sogno lungo mezzo secolo in realtà.