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La Salernitana di mister Nicola dopo la sosta affronta i neroverdi emiliani in una sfida molto difficile ed incerta.
Al Mapei Stadium (P.le Atleti Azzurri d’Italia 1, 42124 Reggio Emilia-21.500 spettatori) domenica 2 ottobre ore 15.00 si contenderanno i 3 punti due squadre molto agguerrite.

Il Sassuolo gioca a Reggio Emilia, per cui il “folle” avvocato e giornalista Andrea Criscuolo, Vi consiglia di gustare le bonta’ enogastronomiche del territorio, in modo particolare i piatti della tradizione reggiana .

LA CUCINA REGGIANA
La cucina reggiana è l’insieme delle specialità culinarie prodotte nella provincia di Reggio Emilia. Le specialità reggiane presentano molte somiglianze con quelle delle altre cucine emiliane e limitrofe, come ad esempio quella mantovana.

Elemento principe della cucina di Reggio Emilia è il maiale, allevato fin dal medioevo nei territori circostanti. Dal suino, oltre ai salumi insaccati come prosciutti, salami, viene ricavato lo strutto, ingrediente base nelle cucine reggiane. Grande importanza viene data al formaggio, quasi esclusivamente Parmigiano-Reggiano, ed ai latticini, come il burro. Tra le verdure spiccano gli spinaci e le bietole, usati in due dei più noti piatti reggiani: i tortelli verdi e l’erbazzone.

Piatti tipici in particolare, da provare:

  • Gnoco fritto e salumi
  • Erbazzone
  • Cappelletti in brodo
  • Tortelli di zucca
  • Stracotto
  • Bollito misto
  • Biscione
  • Lambrusco

REGGIO EMILIA : CLIMA ED IL SUO TERRITORIO
Domenica alle 15.00 ci saranno 24 gradi con giornata soleggiata Reggio Emilia è un comune italiano di 170. 641 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia in Emilia-Romagna. Sorta per volere del console Marco Emilio Lepido lungo la via Emilia, l’antica strada romana che collegava Piacenza a Rimini, Reggio Emilia può fregiarsi dell’appellativo di Città del Tricolore, in quanto la bandiera italiana, su ispirazione dei vessilli della Repubblica Cispadana, nacque e fu esposta per la prima volta in questa città il 7 gennaio 1797. Il vessillo fu esposto nella settecentesca Sala del Tricolore del Municipio cittadino, nello stesso salone che oggi ospita le sedute del consiglio comunale. Reggio, assieme alle vicine Parma e Modena, è luogo d’origine del celebre formaggio Parmigiano Reggiano ed è la culla del metodo di insegnamento pedagogico Reggio Emilia Approach che ha reso le scuole dell’infanzia reggiane famose in tutto il mondo. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, per il ruolo rilevante avuto dalla città e dai suoi abitanti nella guerra di liberazione italiana, Reggio è stata insignita della medaglia d’oro al valor militare della Resistenza. Reggio Emilia si trova nella pianura Padana, nel cuore della regione storica dell’Emilia e dell’omonima provincia, ed è attraversata dal torrente Crostolo. Il territorio comunale, totalmente pianeggiante, è bagnato inoltre da numerosi corsi d’acqua e rii minori dove, nei secoli, si sono sviluppati i primi nuclei abitativi corrispondenti alle odierne frazioni e località. Le prime propaggini dell’Appennino Reggiano si sviluppano circa 10 chilometri a sud del territorio comunale, nei comuni limitrofi di Quattro Castella, Albinea, Scandiano e Casalgrande. Confina a nord con i comuni di Campegine, Cadelbosco di Sopra e Bagnolo in Piano, ad est con Correggio, San Martino in Rio e Rubiera, a sud con Casalgrande, Scandiano, Albinea, Quattro Castella, ad ovest con Bibbiano, Cavriago, Montecchio Emilia e Sant’Ilario d’Enza. Il centro di Reggio Emilia è situato 24 km a nord-ovest di Modena e 27,5 km a sud-est di Parma.

In epoca preistorica l’area è abitata da popolazioni di etnia celto-ligure. A partire del VI secolo a.C. si stabiliscono, in quella che è l’odierna Provincia di Reggio Emilia, numerose colonie etrusche, attestate con certezza da svariati ritrovamenti archeologici . Con la conquista romana della Gallia Cisalpina e la sottomissione della tribù celtica militarmente dominante, i Galli Boi, il comando passa definitivamente ai romani, che vi impiantarono un presidio militare a difesa della via Emilia. La provincia romana della Gallia Cisalpina diventa ben resto una delle aree più floride dell’impero, e Reggio evolve al rango di città. La città fu municipio romano ed era chiamata Regium Lepidi, derivando il nome da Marco Emilio Lepido, fondatore della città e della via che dà il nome all’attuale regione. Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente la città venne quasi spopolata. Dopo la conquista longobarda (VI secolo) la città fu capitale del Ducato di Reggio, poi nell’Alto Medioevo divenuta sede vescovile divenne libero comune, ma restò soggetta a feroci lotte intestine, che la portarono alla trasformazione in signoria sotto gli Este e in seguito a Ducato; in questo periodo la città prese il nome di “Reggio di Lombardia”, toponimo che ha le sue origini nell’Alto Medioevo ed è ampiamente documentato. Durante il periodo delle invasioni napoleoniche a Reggio Emilia il 27 dicembre 1796, si riunì un’assemblea di 110 delegati presieduti da Carlo Facci per decretare la costituzione della Repubblica Cispadana, comprendente i territori di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia e nella omonima Sala nacque di lì a poco, il 7 gennaio 1797, il Tricolore Italiano. Ad avanzare la proposta di adozione di una bandiera verde, bianca e rossa fu Giuseppe Compagnoni, che per questo è ricordato come il “Padre del Tricolore”. Successivamente, con l’annessione della Lombardia (e marginalmente di Veneto e Toscana), prese il nome di Repubblica Cisalpina. Dopo la Restaurazione del Ducato nel 1815, Reggio appartenne agli Austria-Este fino al 1860, quando fu unita al Regno di Sardegna, divenuto l’anno seguente Regno d’Italia. Il toponimo Reggio di Lombardia fu quello ufficiale durante tutta l’esistenza del Ducato di Modena e Reggio, fino all’annessione dei territori estensi al Regno di Sardegna quando fu introdotto il nome attuale. Il centro storico attuale della città è a forma di esagono allungato, attraversato dalla via Emilia ha un’impronta prevalentemente cinque-settecentesca. I lati dell’esagono rappresentano il sedime del perimetro delle antiche mura di fortificazione, demolite ad inizio Ottocento e convertite in viali urbani per consentire l’espansione cittadina. I principali monumenti della città sono il Teatro Municipale, di forme neoclassiche, intitolato alla memoria dell’illustre attore reggiano Romolo Valli, le basiliche rinascimentali e barocche di San Prospero ed il santuario della Beata Vergine della Ghiara, il Duomo e molti palazzi di periodo medievale e rinascimentale disseminati per il centro storico.

Particolarmente interessante risulta essere la configurazione urbana delle piazze del cuore della città. Il collegamento tra la piazza principale, sulla quale sorgono il Duomo e il municipio, chiamata piazza Prampolini, (Piàsa Granda: piazza Grande in reggiano) con piazza San Prospero (Piàsa Céca: piazza Piccola in reggiano) dove si svolge il mercato avviene tramite la strada porticata che ha nome via del Broletto. Piazza Prampolini si collega anche con piazza Casotti, che un tempo era la piazza del cosiddetto mercato delle pulci (piàsa di Zavaj: piazza dei Rigattieri in dialetto) tramite un’altra strada porticata. Di estremo rilievo anche Piazza Fontanesi situata in posizione meno centrale ed al cui centro sorgono diversi alberi di tiglio e che è contornata da portici. Sono rilevanti anche: la via Emilia, posta sull’originario decumano romano cittadino, che nel centro storico cittadino risulta completamente fiancheggiata da palazzi di pregio architettonico ed è divisa in due rami dalla Piazza del Monte; il Corso Garibaldi, sul tracciato dell’alveo antico del torrente Crostolo (deviato in tempi antichi fuori dalle mura cittadine), nei cui pressi sorgono la Basilica della Madonna della Ghiara, il Palazzo Ducale (attualmente sede della Provincia e della Prefettura) e l’Oratorio del Cristo. Di rilievo infine anche i Giardini pubblici, un parco ottocentesco con statue, fontane impiantato sull’area dell’antica cittadella militare, e le adiacenti piazze dei Teatri. Non è difficile riconoscere le tracce dell’urbanistica romana (i Musei Civici conservano interessanti reperti musivi) e delle trasformazioni avvenute nel Medioevo. In particolare, fra le piccole vie del centro storico, spiccano via San Carlo, via Toschi e via Guido da Castello. Lungo la via Emilia sorge il complesso monumentale del Mauriziano, che ospitò il poeta Ludovico Ariosto. Il Mauriziano comprende una villa quattrocentesca ed un parco, al quale si accede da un arco monumentale. Nella sala settecentesca del Municipio di Reggio, detta Sala del Tricolore venne adottato il primo tricolore della Repubblica Cispadana (poi divenuta Repubblica Cisalpina) da cui deriva l’attuale bandiera della Repubblica Italiana.

Reggio Emilia si caratterizza anche per quanto riguarda le architetture moderne, sorgono infatti nell’immediata periferia cittadina l’avveniristica Stazione AV Mediopadana ed i Ponti, entrambe monumentali creazioni del famoso ingegnere ed architetto spagnolo Santiago Calatrava. Per quanto riguarda l’archeologia industriale interessanti esempi di riqualificazione urbana sono forniti dal Tecnopolo ricavato presso una porzione degli stabilimenti dismessi delle Officine Reggiane e dal contiguo spazio che ospita il Centro Internazionale per l’Infanzia Loris Malaguzzi ricavato dall’area dismessa dell’ex Locatelli. Lo spazio delle dismesse Officine Reggiane risulta una delle aree più degradate della città.

Dopo un lauto pranzo ed un giro per la città, corriamo allo stadio per supportare la Ns. Salernitana.

Il “folle granata” avvocato e giornalista Andrea Criscuolo

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